Economia Austriaca

Un'economia certo non immune dalla crisi che ha colpito il vecchio continente; eppure i segnali per il 2013 sono rivolti alla crescita, anche grazie alla politica fiscale che incentiva gli investimenti stranieri

Quella austriaca è una delle economie di maggior tenuta in Europa, sebbene la crisi non sia passata in modo indolore anche da queste parti. Ma, nonostante le difficoltà, ci sono due elementi che contribuiscono a far navigare l'economia austriache in acque decisamente meno agitate della nostra: il sistema bancario e quello fiscale, molto invitanti e competitivi per gli investimenti esteri.

Uno dei maggiori indici, presi in considerazione per descrivere l'andamento economico di un paese è il PIL: quello austriaco, dopo una crescita del 3,1% nel 2011, una leggera contrazione nel 2012, è previsto nuovamente in crescita per il 2013 di oltre l'1,5%. Grosso traino per l'economia austriaca è stato rappresentato dalla crescita del suo export nel corso del 2011; crescita molto più consistente del calo registrato nel 2012. Calo dovuto, più che a un indebolimento dell'economia austriaca, alla congiuntura negativa internazionale. Fatto quest'ultimo suffragato anche dalla constatazione che, nel 2012, il consumo interno è rimasto sostanzialmente invariato. Decisamente in controtendenza anche i dati sulla disoccupazione che confermano l'Austria tra i paesi con la più bassa percentuale europea.

Questo non deve indurre a pensare che non vi siano elementi critici o, quanto meno, di un certo impatto sulla vita dei cittadini austriaci. Nel 2011 il governo, nella sua legge di bilancio, ha dovuto prendere provvedimenti non particolarmente popolari come aumenti di imposte e aggiustamenti nella spesa sanitaria e pensionistica.

Nello specifico dell'andamento di alcuni settori l'economia austriaca ha fatto registrare un incremento di circa l'8% del comparto manifatturiero tra il 2011 e il 2012, previsto in crescita di oltre il 3% nel 2013. Stessa previsione ottimistica per quanto riguarda il settore edile, in cui si parla di un miglioramento dell'1%. Grandissima spinta in avanti l'economia austriaca l'ha ricevuta dall'industria turistica. Il paese sta dando un fortissimo impulso alle sue strutture ricettive, soprattutto in una città come Vienna. E questo si è tradotto in un periodo (quello tra 2011 e 2012) in cui si sono registrati i risultati migliori degli ultimi due decenni.

Grande attenzione e grandi ricadute economiche sono date alle direttrici dei flussi di investimento austriaci, fortemente orientati verso i vicini paesi dell'Europa dell'est; investimenti che riguardano soprattutto i settori bancari, assicurativi ed energetici.

Grandi gruppi italiani contribuiscono all'economia austriaca (oltre che al proprio vantaggio competitivo) con le loro sedi qui presenti. Tra le maggiori industrie troviamo la ITAL, tra i leader del settore medicale dopo l'acquisto della austriaca PCS. Enorme importanza il settore moda rappresentato da colossi come GEOX, Versace, Gucci e Armani. In Austria ha fatto massicci investimenti la DANIELI, colosso della produzione di impianti per acciaierie e la Lavazza. Inutile forse dire che tutte queste aziende hanno investito ( e quindi creato ricchezza e reddito qui) in Austria per la favorevole politica fiscale applicata ai redditi da società.




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